Ultima modifica: 21 ottobre 2017

Il telefonino sulla rete

dal sito  http://www.sportellodelconsumatore.com/pagine.php?idArt=16

Con la diffusione sempre più ampia dei cellulari di ultima generazione tra i minori ormai i pericoli di Internet viaggiano anche sul telefonino.
Anche per questo gli esperti della Polizia Postale suggeriscono ai genitori di adottare insieme ai figli cautele analoghe a quelle usate per il computer, e forse qualcosa in più, perché il telefonino… è mobile, certo molto più di un comune pc portatile.
Per questo sarebbe opportuno scegliere per i figli (o i nipoti…) più piccoli (e se il telefonino è proprio “necessario”) i modelli più semplici, mentre gli apparecchi con telecamere e fotocamere andrebbero consegnati ai ragazzi solo quando questi sono in grado di comprendere come usare in sicurezza le varie opzioni del cellulare.
Anche in questo caso occorrerà spiegare ai ragazzi che se ritraggono o riprendono altre persone e, soprattutto, se diffondono tali immagini devono tener conto delle norme vigenti in materia di diritto all’immagine e alla privacy, per cui corrono il rischio di commettere illeciti, anche in modo involontario: ad esempio le “vittime” potrebbero chiedere risarcimenti danni o anche denunciare l’autore delle immagini “rubate”.
Valgono anche per il telefonino le avvertenze in ordine al fatto che le immagini (proprie, di amici o anche di estranei), se diffuse in rete, possono rimanervi per molto tempo, senza che l’autore e/o il soggetto ritratto possano materialmente controllarne o impedirne l’utilizzo o la diffusione, anche illeciti.
Se poi il cellulare consente di navigare in internet e di accedere alle chat e alle community i ragazzi devono essere ben consapevoli che navigare da soli (o anche con gli “amici reali”) ovunque e in qualunque momento può essere comodo e divertente; bisogna però prestare comunque attenzione a non finire nella rete di qualche pedofilo, proprio come su Internet (ma senza genitori attenti a portata di mano).
Meglio anche usare per i figli Sim ricaricabili; le ricariche andrebbero fatte sempre dai genitori, così da poter monitorare il traffico telefonico in uscita e in entrata. Infatti, possono rappresentare dei segnali d’allarme la scoperta di consumi anomali, o di numerosissime chiamate ricevute (i ragazzi tra loro usano soprattutto i meno costosi sms), soprattutto se in orari strani, come pure una certa tendenza dei ragazzi ad appartarsi per chiamare o rispondere al telefonino.

In questi casi il dialogo è la strada migliore per comprendere la situazione e le possibili cause di tali comportamenti, senza colpevolizzare nessuno, con molta cautela (anche nel lasciar trasparire le proprie paure).
Un altro consiglio dagli esperti è quello di conservare come genitori il PUK del cellulare, consegnando ai figli solo il PIN: questo va digitato per usare il telefono, il primo permette di accedere al telefono anche se il PIN è stato modificato (magari proprio per impedire che altri conoscano i numeri e i contenuti memorizzati nel telefono).
Poiché il pericolo di truffe telefoniche è sempre presente, bisogna spiegare ai propri figli che le promesse di ricariche facili o di altri vantaggi immotivati (ad es. l’invio di suonerie gratis) spesso rappresentano il primo contatto da parte di soggetti malintenzionati, che in realtà vogliono propinare costosi abbonamenti/truffa a servizi di sms e mms.
Purtroppo, potrebbe trattarsi anche di pedofili che tentano di adescare online i minori: è essenziale, quindi, spiegare ai figli quanto sia potenzialmente pericoloso richiamare con cellulare numeri sconosciuti che si limitano a far squillare il telefono del minore, o che, in caso di risposta, restano muti, poiché questo sistema è stato usato dai pedofili per capire se il cellulare veniva usato da minori o da adulti.